Ray
Ray
La lampada da tavolo Ray si ispira alla celebre Atollo, progettata da Vico Magistretti nel 1977 e diventata una delle icone del design italiano del XX secolo. In Ray l'idea di combinare forme geometriche semplici viene reinterpretata attraverso le moderne tecnologie LED. La caratteristica principale del progetto è un paradosso tecnico: la base, tradizionalmente destinata soltanto a sostenere la sorgente luminosa, diventa essa stessa la fonte di luce, mentre l'elemento superiore non svolge più la funzione convenzionale di paralume, ma serve a controllare e orientare il flusso luminoso.
Le schede LED sono integrate sui lati della struttura metallica esagonale della base e nascoste da un diffusore opalino. In questo modo la base emette una luce uniforme, mentre gli elementi tecnici rimangono quasi completamente invisibili.
L'elemento superiore non nasconde una lampadina e non diffonde la luce nel modo tradizionale. Interagisce invece con il flusso luminoso proveniente dalla base e lo indirizza principalmente sul piano orizzontale. I ruoli abituali dei principali elementi di una lampada da tavolo vengono così invertiti.
Questa soluzione permette di creare un effetto luminoso espressivo attraverso una struttura estremamente essenziale. La luce non è più soltanto il risultato funzionale dell'oggetto, ma diventa il principale elemento della sua identità visiva.
Il nome Ray, «raggio», esprime direttamente il concetto della lampada. Richiama sia la direzione fisica della luce sia l'idea centrale del progetto: costruire il design attorno al comportamento e alla direzione del flusso luminoso.

